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grazie all'esperienza decennale di vecchie maestranze salentine realizza e ristruttura muri, colonne ed altre strutture edilizie con la tecnica dei muretti a secco tipici del salento. Di seguito in basso trovererete una serie di varie informazioni sulla storia, le tipologie e la tecnica dei muretti a secco.

Muretto a secco

La storia dei Muretti a secco
I muretti a secco (o Paretone) come attesta la derivazione greca, sono una 'frontiera' fortificata larga 6 metri e mezzo e alta un metro e mezzo, rappresentano resti di mura megalitiche del secolo VIII d.c. sotto la dominazione bizantina in terra d'Otranto. I muretti a secco segnavano il confine tra il Salento e il resto della regione, si snodava come via fortificata, o vallum, lungo un antico tracciato messapico che collegava Otranto con Oria, dove, in seguito, si sarebbe ricongiunta con la Via Appia.

Con il passare degli anni la popolazione e in particolar modo i contadini hanno pensato di sfruttare al meglio questo tipo di architettura così iniziarono a capire la loro struttura per poi imitarla e farne un uso proprio. Tutto questo ha comportato una dura fatica per i nostri contadini, infatti è stato necessario rompere prima la roccia affiorante, per poter ottenere dei sassi o pietre che nei primi tentativi venivano ammucchiati (specchie) senza ordine lungo i margini del campo. Sorsero così i primi muri a secco che diventarono per i contadini il limite del proprio campo di coltivazione. Con il passare del tempo il cumulo di pietre senza forma alcuna, prese un aspetto definito sia nella forma che nelle dimensioni, venne rialzato dal terreno, si snellì e assunse le sue forme particolari diventando un elemento caratteristico della campagna salentina e venne denominato in dialetto tipico “lu paritaru” ossia “muretto a secco”. I muretti a secco con gli anni, oltre ad essere adoperati come limite, assunsero varie funzioni come ad esempio quella di sostenere terrapieni e terrazzamenti, rallentando così la velocità del vento e accrescendo il tasso di umidità presente nel terreno circostante. I muretti a secco hanno anche una funzione microclimatica, infatti, aumentano l'insolazione proteggendo il terreno circostante dai venti. Altra funzione importante è che i muretti a secco fungono e agiscono da strutture di condensazione e conservazione dell'acqua, infatti, sotto il sole, il vento, si infila negli interstizi delle pietre, che, avendo una temperatura minore, provocano la condensazione di gocce che vengono assorbite dal terreno o raccolte nella cavità sottostante.

Tipi di muretti a secco
L’uso dei muri a secco, nonostante la tecnica costruttiva sia rimasta nei millenni invariata, ha seguito l’evolversi del paesaggio agrario ed il processo storico che lo ha plasmato. Pertanto abbiamo nel territorio salentino muri a secco di varie epoche e caratteristiche:

-muri “messapici”, con la loro perfetta struttura a blocchi squadrati poggiati orizzontalmente;

-muri patrizi con “scarpe” e “cappello”, sono muri a secco molto vecchi che recingono tenute appartenuti a casati di gran nome, sono muri a secco costruiti dalla mano dei migliori artefici ed artisti del luogo senza risparmiare materiale o tempo, Sono testimonianze perfette che ci siano rimaste in questo genere di costruzioni. Questi muretti a secco sono stati costruiti e disposti in righe sovrapposte diritte ed eguali, con pietre tutte lavorate in modo perfetto, sfaccettate allo stesso modo, collocate con una struttura e uno stile architettonico particolare. Questi muri a secco poggiano su fondamenta adeguate all’altezza attraversati da feritoie poste distanti l'una dall'altra, permettendo così il passaggio dell'acqua piovana per non arrecare danno al muro. Costruita la base del muretto a secco si terminava il lavoro con delle pietre più grosse (chiamate “cappelli”), ben squadrate e scelte singolarmente con precisione, queste venivano situate in sommità del muro dando il completavano queste grandi opere d'arte. I grandi maestri, inoltre, nel momento in cui veniva costruito il muro a secco, ad una certa altezza che variava da muro a muro, venivano inseriti dei piccoli nicchi di forma quadrata (“finesce) con i quali davano la possibilità ai grandi proprietari del medesimo terreno il diritto di proprietà dell'intero muro costruito, diversamente, la mancanza di queste finesce nei muri indicavano la proprietà del muro ripartita fra due proprietari che confinavano l'uno all'altro.

-Muri plebei, costruiti dal semplice contadino, che, da ragazzo lavorava per i grandi maestri di queste costruzioni, trasportando a spalla la pietra più adatta ma nello stesso tempo rubava con accortezza e capacità un pò di quell'arte allo specialista. I muri plebei dunque sono le rappresentanti più numerose di quest'arte che la storia ci lascia, anche se il tempo e gli elementi hanno sciupato e diroccato in parte le più antiche di queste opere rurali.

-Le trincee, questi muretti a secco hanno una costruzione e un'architettura tutta particolare, sono dei brandelli di muro e merletti di pietra che venivano costruite non come limite o chiusura di un proprio pezzo di terreno, ma, venivano utilizzate per difendere in particolar modo lungo il litorale marino, le piantagioni dagli agenti atmosferici quali la salsedine marina che viene trattenuta, la brezza del mare o il forte vento da scirocco che danneggerebbe la pianta. Tutt'oggi, queste strutture o anche trincee sono ancora ritte in righe uguali, lungo la scogliera, distribuite in un modo che sembra dover fronteggiare il nemico.

-Muri in forma di recinto, questi muretti a secco, sono muri che, chiudono e fungono da riparo a pochi metri quadrati di suolo, dove un tempo si usava custodire il piccolo allevamento di bestiame della propria famiglia. Questi tipi di muretti a secco venivano chiamati “lu ncurtaturu” o “lu curtale”, sono presenti in maggior numero nei paesi del capo come Leuca, Gagliano, Castrignano, Salignano, Patù, in quanto la terra essendo piena di sassi offriva poco spazio per la coltivazione. I muri a secco a forma di recinto sono delle piccole fortezze dalla forma rettangolare, con muri alti fino a quattro metri e alcuni di questi possono godere della presenza di un trullo, che veniva utilizzato come ricovero del contadino, mentre, all’interno del “curtale” si trovavano dei piccoli ricoveri per il bestiame.

La tecnica di costruzione dei muretti a secco

La tecnica costruttiva del muretto a secco è molto semplice; si realizza una base composta di due file parallele di pietre grosse e con forma quasi regolare, accuratamente scelte e sbozzate in maniera tale da poter essere incastrate e da lasciare il minor spazio vuoto tra l'una e l'altra. Su questa base saranno sistemate le altre pietre cercando di giustapporre le facce in modo da dare una certa omogeneità all’insieme, riempiendo il più possibile gli spazi vuoti. Una volta raggiunta l’altezza desiderata, la copertura veniva realizzata con lastre di pietra più regolare poste di taglio Infine si chiudono le eventuali fessure delle facciate inserendovi a forza schegge e scaglie di pietre. Alcuni muri i “paretoni” che, in particolare, recintano alcune masserie, presentano un elemento che li differenzia dagli altri muri a secco; la zona terminale del muro è infatti costituita da un cordolo rialzato fatto con pietre piatte (“cappeddhi”), che sporgono dal muro verso l'esterno, in modo da impedire agli animali selvatici di arrampicarsi e penetrare all’interno del recinto, là dove ci sono appetitosi animali domestici: conigli, galline, ecc…In particolare questo tipo di muro è stato costruito per fronteggiare i lupi, da ciò deriva la loro denominazione: muri “paralupi”. Il muretto a secco può essere sostanzialmente costruito di due tipologie:

-Muro costruito con pietre grezze del posto, selezionate di varia forma e dimensione. La costruzione del muro comporta solitamente un approntamento della base su cui verrà costruito, anche mediante una traccia scavata, cercando di raggiungere lo strato più solido e compatto perché da esso dipenderà la solidità del muro stesso. Nel muro di cui al primo caso si pongono le pietre in modo da farne coincidere il più possibile i contorni correggendone il profilo eventualmente con pietre più piccole e riempiendone i vuoti tra l'una e l'altra. Dalla precisione di tale composizione, un vero e proprio mosaico o puzzle, dipenderà la durata e la solidità del muro stesso. Questo tipo di muro a secco caratterizza il paesaggio Ibleo, nel territorio etneo nei terrazzamenti collinari di coltivazione e in Puglia sempre per le delimitazioni delle proprietà. La stessa tecnica viene usata in Irlanda, soprattutto nel nord del paese, per separare i poderi o, ai bordi delle strade, per evitare che le grosse greggi di ovini al pascolo possano accedere alle vie di comunicazione creando pericoli per il traffico stradale.

-Muro costruito con pietre semilavorate o lavorate, di dimensioni notevoli anche di provenienza diversa dal luogo di costruzione. Il secondo tipo di muro è invece caratteristico di costruzioni più impegnative e lo si riscontra per lo più nelle zone ricche di resti archeologici in quanto veniva usato per le piattaforme di base delle grandi costruzioni e per le mura difensive.

 
mercoledý 19 giugno 2019
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